Incontrate amici in un simposio profondo e accorato sul ristagno del sistema Italia. Troppi no forse ai timidi tentativi di ripresa, o poca creatività da additare alla mancanza di stimoli culturalmente adeguati. Discutete con persone entusiaste, liberali e moralmente colte, capaci di individuare singoli problemi nelle viscere della nostra storia. Insieme a loro scoprite che il fondo dei problemi sociali italiani è sempre un po' più giù; e mentre il punto centrale di come dare una carica positiva al nostro paese si perde in monologhi vi viene in mente Life of Brian, dei Monty Pithon, dove nell'assemblea del Fronte Popolare soluzioni concrete si sciolgono pian piano in un consenso comune e insapore, si arriva in fine a un generalistico dissenso. Interpellate lo storico per domandare dove andare, quasi mai per capire cosa non fare. Sono gli sbagli la cosa più preziosa da leggere nella storia. Mentre le menti degli italiani si scervellano cercando il capro espiatorio del comune regredire quelle dei vostri coetanei nel mondo inventano nuove professioni e muovono un mercato globale, e i vostri colleghi cugini fuori confine prendono tredicesime più cospicue delle vostre. Vorreste cambiare è vero ma come? Ecco affiorare quel brivido di terrore che provate ogni volta che pensate che un giorno, non molto lontano, sarete chiamati a dover scegliere tra due dinosauri del calibro di Prodi e Berlusconi. Cambieranno mai le cose? Largo ai giovani! Sperando che non si perdano in discorsi da vecchi borbottoni. ...si stava meglio quando si stava peggio.
Molto spesso tornando dai vostri viaggi nelle capitali europee ritrovate nell’infrastruttura e nell’edilizia pubblica italiana un’arretratezza che accentua il malumore da rientro. Musei che ancor prima di entrare vi lasciano a bocca aperta, teatri e persino fabbriche concepiti da grandi architetti che spiccano come obelischi agli occhi dei visitatori. Purtroppo nella vostra città l’opera d’edilizia più recente risale al Giubileo o peggio ancora ai mondiali del ’90. Bisogna dire certo che il nostro è il più bel paese del mondo (diciamo la stessa cosa per il cibo, le donne e il calcio) che di certo non ha bisogno di queste opere data la sua una storia immensa e ricca di monumenti che tutti ci invidiano. Riflettendoci un attimo pensate se è stato un errore costruire l’Auditorium di Roma con tutti gli anfiteatri che gli antichi c’hanno lasciato, le sue tre strutture a conchiglia somigliano pure a dei grossi bacherozzi dicono molti capitolini. Eppure sono stati concepiti da Renzo Piano e entrarci dentro è uno spettacolo per gli occhi prima ancora che per le orecchie. Riflettendo ancora un po’ ripensate a quelle meravigliose campate che sovrastano il mare del nord che permettono ai danesi di fare un salto a casa degli svedesi e viceversa. Come mai i siciliani non hanno voglia di fare lo stesso con i calabresi? In realtà scoprite che dietro ogni opera di interesse pubblico, che provenga dallo stato o da privati, si scontra con i nostrani ambientalisti, più duri e intransigenti di qualsiasi altro gruppo d’oltralpe. Anche a voi sta a cuore la salute del pianete ma vi domandate se il faraonico ponte (il più lungo del mondo) possa essere mai di disturbo. Forse sarà proprio la terra a essere di disturbo a un' opera così imponente dato la sismicità di quelle terre, ma come vi insegnano gli ingegneri dei grattacieli giapponesi, bisogna conviverci e aggirare il problema. Ci sono anche Verdi che si battono contro l’inceneritore in Campania, quando almeno una volta all’anno Napoli e le città limitrofe vengono sommerse dai rifiuti. Quelli di Civitavecchia sono contro la centrale dell’Enel, ma importiamo elettricità dalla Francia, mentre tutti sono contro il nucleare. Tutti hanno una motivazione valida, il rispetto dell’ambiente. Ma a che prezzo? Basta dire no per avere la coscienza a posto? Fermare la costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità che avvicinerebbe l’Italia all’Europa è veramente la cosa che la gente vuole? O è la valvola di sfogo del momento in un sistema Italia che non piace proprio a nessuno? Forse togliere l’intero commercio nazionale dal trasporto su gomma, voluto nei decenni da quella Fabbrica Italiana Automobili, ora più che mai immersa in un mostruoso debito, aiuterebbe questo lungo stivale a respirare. Ma per alcuni è più facile aggredire un parlamentare come si usa in un paese del terzo mondo. Non fa una piega. Dopo esservi posto tutte queste domande un’unica soluzione sembra possibile, impacchettare l’Italia, andarsene e lasciarla in mostra ai posteri e dire “Noi eravamo così”. Puliti e incazzati.
Con una vera botta di culo trovate le vostre scarpe preferite in un negozio che liquida tutto.
Avete girato per settimane per negozi e quello avete cercato di spiegare con immensa difficoltà ai diversi commessi è ora materializzato in vera pelle in una vetrina dimessa. Prezzo super scontato 70,00 euro, centoquarata risparmiate. Vi sentite la persona più felice della terra. Dopo aver investito somme consistenti nella montatura degli occhiali e nel design del vostro orologio vi prendete la rivincita sul pezzo più importante, la scarpa.
Dopo la prima pioggia avvertite che un piccolo intervento sarà necessario per preservarle più a lungo nel tempo, aggiungere una suola di gomma.
Il giorno dopo con un po' di rammarico consapevoli di dover modificare un oggetto perfetto le portate riposte nel loro sacchetto di velluto dal calzolaio vicino casa (quello in questione è in via Lomazzo 16). Uno vale l'altro, pensate.
L'omino ricurvo ci assicura che l'intervento sarà tutt'altro che invasivo. Controllate che tipo di suola applicherà e ve ne andate.
Due giorni dopo tornate dall'omino dal naso aquilino e la fronte corrucciata. Vi fa vedere le vostre scarpe. Nelle vostre mani hanno un sapore diverso, sembrano aver perso qualcosa.
Niente in confronto a quello che perderà il vostro portafogli.
Calzolaio: Sono trenta euro.
Voi ridete. Quel piccolo sorriso che fate quando non capite una battuta.
Calzolaio: Le prende ora?
Voi: Sì! Quant'è?
Calzolaio: Trenta euro.
Avete ancora quel sorrisetto stampato sulla faccia. State pensando che quella cazzo di suola costa quasi quanto le vostre benedette scarpe. Vi guardate attorno. È tutto così nero e sporco che sembra aerografato con il lucido da scarpe, i macchinari dietro di lui sono obsoleti e pieni di polvere, uno dei tre bracci ruotanti funge da appendiabiti. Che posto di merda, vi sembra incredibile spenderci trenta euro, soprattutto dopo essere scesi preventivando una spesa massima di quindici. Sono solo due suole di gomma.
Voi: Beh… ora non li ho con me. Ha il bancomat?
Calzolaio: No.
Lui rimane impassibile in volto mentre vi allunga un fogliettino di circa quattro centimetri per tre strappato ai bordi con su scritto “30,00 €” a penna. Lo scontrino.
Uscite sconsolati e vi dirigete al bancomat più vicino come un condannato. Tornando con in soldi in tasca sognate di ritrovarlo calpestato dalle centinaia di scarpe abbandonate sugli scaffali.
Questa volta vi accoglie con un ghigno diabolico. Lasciate i soldi sul bancone e ve ne andate consapevoli di una cosa, che a quello stronzo gliela farete pagare.
L'Alitalia vi offre l'opportunità di possedere grazie alle vostre Millemiglia una carta Amex per un anno gratuitamente. Un giorno vi trovate nella buca delle lettere una busta con mittente la American Express. Nel suo interno nessuna carta, ma offerte vantaggiose, viaggi, sconti e punti fedeltà. Peccato, voi non possedete una carta Amex.
Passano i mesi, e le offerte si aggiornano per tre volte, fate una telefonata al numero verde per evitarne altre fino a quando ricevete incredibilmente dopo undici mesi un estratto di un addebito!
Vi chiedono 99,00 euro. Spese gestione carta. Richiamate il call center un pochino infastiditi.
Call center: American Express buonasera…
Voi: Salve, ho ricevuto un vostro addebito di 99,00 euro per una carta che non possiedo.
Call center: Molto strano signore/a, ora controllo nel database… il suo nome?
Voi: Tizio/a
Call center: Sì risulta, ha intesta a suo nome una Carta Personale.
Voi: Cha a me non è mai arrivata…
Call center: Ma non è colpa nostra signore/a.
Voi: Ma se io non firmo la ricevuta dell'avvenuta consegna, come fa questa ad essere attivata?
Call center: Vuol dire che lei ha firmato sicuramente qualcosa, o le è stata recapitata e se ne è dimenticata…
Voi: Senta, ora non faccia passare me per stupido/a se voi siete incompetenti.
Call center: Mi scusi ma in qualche modo deve aver fatto per entrare nei nostri servizi
Voi: Ma di quale servizio parla? Questo m i sembra un disservizio, trovo assurdo addebitarmi un costo per una carta che non possiedo. Esigo che che mi vengano restituiti i miei soldi dato che io non ho mai firmato per nessuna carta.
Call center: Ma qui risulta che è stata spedita, sarà colpa delle Poste.
Voi: Senta; a me non interessa dal momento che per attivare una carta voi avete bisogno della mia firma!
Call center: Beh… comunque non le assicuro la restituzione delle spese di gestione.
Voi: Come dice scusi?
Call center: Sarà alla bontà dei miei colleghi pagarla
Voi: Lei sta scherzando?
Call center: Purtroppo ora gli uffici sono chiusi, non posso dirle di più questo è solo un numero verde. Provi a richiamare domani. Arrivederci.
Attaccato il telefono vi sentite impotenti e anche un po' schifati. Come un eroe di fronte al Golia passate in rassegna ogni possibilità di contrattacco spaziando dalla più ferma azione legale fino ad arrivare alla più creativa delle azioni di sabotaggio.
In tutte le grandi città i mezzi di trasporto pubblici come la metropolitana riducono drasticamente i passaggi nelle fasce orarie serali. Forse gli amanti della movida notturna non sono molto amati? Forse qualche assessore ai trasporti ha incubi ricordando "I guerrieri della notte" di Walter Hill? O visto che oggi siamo polemici questo è uno dei tanti invisibili bug della nostra decantata democrazia, una sorta di coprifuoco? Ho fatto una rapida ricerca, su quale città risparmia di più mandando a letto presto i pupi: si accettanto espansioni in merito. Nel frattempo, buona notte.
Napoli ultima corsa 22:00 - Roma ultima corsa 23:00 - Milano ultima corsa 00:00 - Londra ultima corsa 00:30 - Madrid ultima corsa 02:00
Sagace quasi quanto Grillo, liberatorio come lo scazzo da bar, pratico come i consigli della parrucchiera.
L'epistolero è la bacheca dove collezionare i bug del sistema che ogni giorno ci troviamo tra i piedi.