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sabato, gennaio 07, 2006

lenin

Tornate dalle festività, dove pagani e credenti hanno potuto festeggiare insieme, ancora intontiti dall’euforia stantia delle celebrazioni agguantate un giornale il giorno di rientro. Il vostro stupore  riguardo gli avvenimenti del mondo, totalmente dimenticati dopo la prima farcitura al Gran Marnier, vi catapulta in un imbarazzo da ritardo fantozziano. Dicesi, Gazprom…

 

La vicenda del colosso russo per la produzione e distribuzione di gas naturale, controllata dallo stato, in forte polemica con il governo Ucraino vi richiama alla mente recenti screzi tra i vertici dei due paesi, fate uno sforzo di memoria e una notizia di politica estera si trasforma in un piccolissimo puzzle. Ma certo! La rivoluzione Arancione, tutto torna! Vuoi vedere che quel simpatico di Putin se la sia presa per la vittoria delle elezioni da parte di Yushenko che vorrebbe più ad ovest quel paese da sempre costola della Madre Russia? Tutti pensavano che avergli deformato il volto avrebbe consolato il rammaricato Putin, così non sembra. Una nazione come la Russia estrae dal suo immenso territorio gas pari al 34% del  produzione mondiale e rifornisce l’Europa intera passando con i suo gasdotti per l’Ucraina che invoca diritti di pedaggio. Chiusi per ripicca i rubinetti a monte, gli ucraini si preparano a un invero polare. Niente gas, niente riscaldamento. Anche a valle ci si preoccupa. Così le stesse democrazie unite per una politica comune reclamano sicurezze nell’approvvigionamento del proprio gas. Ancora una volta nazioni vendono popoli in cambio della loro sopravvivenza. La democrazia ucraina viene lasciata al suo vecchio padrone da chi dovrebbe aiutarla.

 

Vi ricordate che anche alla fine della seconda guerra mondiale molti  popoli furono consapevolmente abbandonati nelle mani del comunismo dalle democrazie occidentali che si assicurarono così una buona parte dei loro interessi. Il buon viso a cattivo gioco dell’Europa permette a una Russia di attuare modi da gangster stile staliniano o di tramare nell’economia del vecchio continente assoldando l’ex-cancelliere Schroeder nelle fila della Gazprom per la costruzione di un gasdotto che attraverserà la Germania, evitando così in un futuro non troppo lontano il passaggio in Ucraina. E’ chiaro l’equilibrio del potere mondiale: il pallone è mio e qui decido io. La Russia con i suoi enormi giacimenti ormai vende agli americani, rifornisce il crescente bisogno di energia della Cina. Ci tiene tutti per la bocchetta del gas, e chi ha il potere di paralizzarti non ha bisogno di missili.

 

Sarà perché siete cresciuti negli anni della guerra fredda, dove le tensioni del decennio si riassunsero nella battuta “ti spiezzo in due” del duello di Rocky contro Ivan Drago, che tutta la faccenda sembra l’inizio di un libro di fantapolitica. Un giorno il maggior produttore al mondo di greggio fisserà il prezzo al barile ai minimi storici costringendo alla bancarotta le fazioni più piccole per così poterle assorbire in diverse holding, oppure; un giorno uno dei cartelli del petrolio saboterà gli impianti del concorrente in modo tale da far aumentare il costo delle risorse … ah, questo è già accaduto.

 

 

Buona giornata e buona fortuna.

postato da: MHarlock alle ore 13:45 | link |
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