L’Italia è pronta! La svolta è vicina. Siete stanchi di Berlusconi e questo basta, non volete neppure sentire cosa ha fatto il suo governo, sicuri che sia stata una minima parte rispetto al vantaggio avuto dalle sue aziende. Basta con il conflitto d’interessi e soprattutto basta con le pagliacciate internazionali. E’ il momento giusto per cambiare direzione, l’Italia non può permettersi di perdere nessun altro treno. Uniti troveremo la forza per uscire da quest’ampasse. L’alternativa è dare il voto all’Unione. Loro saranno la risposta?
Prima di tutto bisogna affrontare il problema occupazione. La legge Biagi, che ha il merito di combattere il lavoro in nero con la flessibilità, va abrogata secondo i Verdi e i Comunisti, mentre l’Ulivo assicura che legge con le parti riferite alla formazione e a servizi per l’impiego la conferma in linea col programma. Capezzone, sempre degno di nota, afferma che sarebbe un passo in dietro per il sistema lavoro Italia.
Considerando che la legge è frutto di un lungo lavoro cominciato proprio sotto il governo di sinistra, pensate onestamente che il continuo cambiamento di regime non giovi al mercato e al nostro sistema, magari ha solo bisogno di un periodo di rodaggio, e sicuramente di essere affiancato da dei provvedimenti che riguardino anche l’industria, i trasporti, ecc.
Proprio i trasporti potrebbero essere un'altra opportunità per rimodernare e dare linfa al nostro paese insaccato tra le sue coste. Ce l’ha “consigliato” anche l’Unione Europea, non possiamo più fare affidamento sulla nostra rete ferroviaria, va rimodernata e allineata agli standard del vecchio continente. Non a caso in questi anni è stato messo in atto il progetto Tav parallelamente al quello europeo di creare due assi ferroviarie. Uno che da ovest corre a est e l’altro che da nord scende a sud passando entrambi per l’Italia. Prodi, forse per la sua permanenza a Bruxelles, a differenza degli altri candidati dell’Unione, e nonostante le polemiche provenienti anche dai membri del suo partito, afferma: “la Tav si fa punto e basta”. Ma questo come è stato detto più volte non c’è nel programma dell’Unione (Verba volant...). La verde Francescato chiarisce a modo suo la posizione della coalizione parlando di un altro grande progetto italiano, il ponte sullo stretto. “Il ponte non si farà mai, non serve: per le merci si usano le navi, per gli uomini gli aerei".
C’è confusione, cercate di capire bene quale sia la soluzione migliore per un paese che si prefigge di risorgere, che vuole aumentare il suo peso in Europa, lavorare e decidere al fianco di nazioni solide industrialmente e socialmente. Non è certo scimmiottando la Spagna che si diventa più europei. Nella politica internazionale i colpi di scena si pagano a caro prezzo, sia nelle guerre che nelle rivoluzioni sociali bisogna considerare gli sviluppi. Il ritiro prematuro delle forze militari dall’Iraq sta lasciando sempre più terreno fertile per una guerra civile. Chi negli anni passati ha appeso una bandiera della pace fuori dalla finestra dormirà sogni tranquilli se una volta ritirate le truppe italiane sciiti e sunniti si massacreranno? Forse Pecoraio Scanio, che per il 30 maggio promette il completo ritiro, ha prematuramente sostituito l’arcobaleno con il suo sole sorridente. Anche la concessione al matrimonio tra omosessuali ha scatenato plausibili richieste da parte del mondo islamico, che pretende ora la poligamia, fuori legge nei paesi non musulmani. Zapetero imbarazzato, almeno in questo caso, prende tempo.
Vi tranquillizzate, decisioni così ferme non sono previste in una coalizione che vede schierati UDEUR e disubbidienti, fondamentalmente sapete che non cambierà nulla. Anche l’impeto di Romano contro lo stop francese all’espansionismo dell’Enel si spegnerà come un fiammifero in un lago. Sapete che il suo vigore momentaneo è dovuto a screzi privati col Credit Agricole che ostacola le mire dell’amico Batoli (presidente di Banca Intesa). In tutto ciò vi sembra molto strano che un uomo come Prodi, che non manca occasione per sottolineare il suo lavoro a Bruxelles, polemizzi in un assolo (Fassino e Rutelli dissentono ogni rappresaglia) con tanta leggerezza facendosi scudo con ideali di libero mercato. Non vi resta che decidere a quale sinistra dare il voto perché il dubbio è che tutte in un’Italia non ci entrino.
Buona giornata e buona fortuna.